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ARREDI E DIPINTI ANTICHI

Thomas Waldo Story (attr. a) : Ritratto di Edith Marion Story  - Asta ARREDI E DIPINTI ANTICHI - Associazione Nazionale - Case d'Asta italiane
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Thomas Waldo Story (attr. a)

Ritratto di Edith Marion Story

 Scultura in marmo, cm. 63 h.
Ritratto singolare e affascinante questo di Edith Story, per la sua qualità e per le sue implicazioni biografiche e letterarie. Edith Marion Story (1844-1907) era la figlia, insieme ai fratelli Thomas Waldo (1855-1915), scultore, e Julian Russel Story (1857-1919), pittore, dell'importante scultore americano William Wetmore Story (1819-1895), figlio del giurista Joseph Story, primo giudice della Corte Suprema. Anche William Wetmore era stato avviato alla carriera di avvocato dopo gli studi all'Harvard College (1838) e all'Harvard Law School, pubblicando due trattati legali (1844 e 1847), ma nel 1850 abbandonò la carriera per farsi scultore andando a Roma, dove era già stato nel 1848, stringendo un'intima amicizia con i poeti e scrittori inglesi Robert Browning ed Elizabeth Barret-Browning, che vivevano a Firenze a Casa Guidi, e Walter Savage Landor e il figlio, nel cui salotto fiorentino passò anche James McNeill Whistler.
William W. Story divenne poi uno degli scultori americani più importanti dell'Ottocento, realizzando dei monumenti pubblici di rilevanza, come la statua di George Peabody (1869) a Londra, i Memorials di Joseph Henry (1893) e John Marshall (1884) a Washington, quello del padre Joseph Story all'Harvard Law School, e infine l'Angel of Grief, 1894, monumento funebre alla moglie morta, 1894.
Accanto a questa attività civile William W. Story realizzò sculture di tema letterario – classico – le statue di Saul, Electra, Saffo, Semiramide, Judith, Medea, Sardanapalo, Salomone, Oreste – e numerosi ritratti, affiancando all'attività di scultore anche quella di poeta (Collected Poems, 1885), scrittore (Fiammetta, 1885) e critico d'arte.
L'opera scultorea di William Wetmore ebbe un notevole influsso anche nella cultura letteraria del suo tempo, come attesta il successo della sua statua di Cleopatra, 1858, che lo scrittore Nathaniel Hawthorne (1804-1864) ammirò e descrisse nel suo celebre romanzo The Marble Faun, 1860, sino a spingere il maggior scrittore americano del secolo, Henry James (1843-1916) a scrivere una biografia del suo ambiente culturale, William Wetmore Story and His Friends, due volumi, Londra, 1903.
Thomas Waldo Story (1855-1915), nato a Roma, seguì le orme del padre come scultore, ma compì i suoi studi in Inghilterra, all'Eton College e alla Christ Church. Trasferitosi a Roma, passò la maggior parte della sua vita a Palazzo Barberini.
Della sua presenza a Palazzo Barberini rende una dettagliata descrizione Henry James che indica come Waldo Story giovanetto fosse a fianco del padre: [...] on the high, cleared and reclaimed ground of the quarter known as Macao, which, though actively and faithfully occupied by his son [his elder son, the distinguished sculptor, Mr. Waldo Story] (H. James, William Wetmore Story and his friends, from letters, diaries and recollections, Thames-Hudson, London, (1903), vol I, pp. 334-335).
L'appartamento degli Story in Palazzo Barberini era una sorta di museo reale: The Storys were housed in a splendor almost royal [...] appartement of more than forty rooms (Rupert Hart-Davis, Londra, 1962, pp. 91 e seguenti - Palazzo Barberini; Leon Edel, Henry James, The conquest of London, 1870-1883).
William Wetmore morì nel 1915 a New York, dopo aver sposato in seconde nozze nel 1912 la famosa cantante lirica Bessie Pickens Abbott. Il figlio Waldo Story aveva allora già raggiunto grande successo in Inghilterra, ove aveva realizzato il complesso marmoreo monumentale della Fountain of Love, una grande vasca con sei statue a Cliveden nel Buckinghamshire. Anche Waldo Story fu un prolifico ritrattista.
Edith Marion (1844-1907) effigiata in questo busto marmoreo, era la prima figlia di William Wetmore e nel ritratto sembrerebbe una donna di venti-trent'anni, e dunque sarebbe databile al 1864-1871 circa, come sembrano confermare l'acconciatura dei capelli e la veste. In quel decennio il fratello Waldo, nato nel 1955, avrebbe avuto tra i quindici e i venti anni, età un po' precoce per realizzare una scultura di questa qualità. Edith Marion sposò il marchese Simone Peruzzi de' Medici e fu madre di Ridolfo, nato nel 1885, a sua volta padre della marchesa Zena, nata nel 1913.
Per tradizione orale e in base a documenti di famiglia il ritratto di Edith sarebbe stato dunque realizzato dal fratello Waldo intorno ai venti anni, ma qualche dubbio sorge, come si è notato non solo per la qualità precoce del modellato, ma anche per la tipologia stessa. Gli altri ritratti di Waldo, quelli della sua maturità, si distinguono per uno stile sì classicheggiante ma piuttosto verso il Liberty, mentre in questo busto prevale ancora un sentimento purista-neoclassico che non è del tutto proprio dello scultore come noi lo conosciamo, quanto di una cultura classica fiorentina. Pare qui di sentire il ricordo, seppure soffuso e decantato, della Dama col mazzolino del Verrocchio al Bargello, e il ritratto mostrerebbe anche memoria, nell'impianto della testa e della veste, nonché nei boccoli di capelli fortemente aggettanti a volute, di esempi ritrattistici fiorentini come quelli di Teresa Gamba Guccioli (1802-1872) realizzato da Lorenzo Bartolini nel 1822, presentato all'Esposizione Internazionale di Londra, insieme al busto di Byron, nel 1862, e già appartenente alla villa del conte Gamba a Settimello, Firenze (autori vari, Lorenzo Bartolini, mostra delle attività di tutela, Prato, Palazzo Pretorio, febbraio - maggio 1978, p. 75, n. 6).
La tecnica sapiente con cui il marmo è stato realizzato, nella finezza esecutiva del nastro che tiene la treccia di capelli sulla testa, e nella suggestione tutta letteraria dei fiorellini in seno, pare indicare una cultura lontana dalle sculture successive di Waldo, in pieno stile Liberty, per cui l'attribuzione alla sua mano in una fase precoce va accolta con qualche riserva, laddove non sia ipotizzabile anche un intervento del padre, di gusto più classicista, come nella testa della Medea, 1865-68, del Metropolitan Museum di New York.
Marco Fagioli

ARREDI E DIPINTI ANTICHI
ven 7 APRILE 2017
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