Finarte annuncia l’asta della collezione del celebre avvocato milanese, recentemente scomparso, in programma il 5 e il 6 marzo presso il salotto della casa d’aste di Brera.
Non tutte le collezioni nascono per essere esposte. Alcune prendono forma lentamente, come una biografia silenziosa, intrecciando opere, oggetti e spazi vissuti. È il caso della collezione di Antonio Crivellaro (1942–2025), giurista di fama internazionale, professore e intellettuale, che ha coltivato per oltre cinquant’anni un rapporto profondo e privato con l’arte, come esercizio quotidiano di attenzione e conoscenza.
"Abitare la bellezza. Le case di Antonio Crivellaro" è il titolo della house sale che, per la prima volta, rende visibile questo universo, aprendo idealmente le porte delle due residenze che hanno segnato la sua vita: l’appartamento milanese e la villa di Lerici, affacciata sul Golfo dei Poeti. Due luoghi mai concepiti come spazi espositivi, ma come ambienti vissuti, attraversati e condivisi. Qui l’arte africana convive con il design, la pittura astratta del Novecento con arredi d’epoca rigorosi; le sculture si dispongono come presenze silenziose accanto a tavoli e finestre. Nulla appare esibito: tutto è vissuto.
La collezione riflette una visione coerente e originale, capace di tenere insieme epoche e linguaggi diversi. Accanto a una "Natura morta con farfalle e cardellini en plein air" di Isaak Denies (stima 4.000/6.000 euro), compaiono opere centrali dell’astrazione italiana e internazionale del Novecento come "Introduction" di Alberto Magnelli (stima 40.000/60.000 euro) o le opere di Atanasio Soldati, Piero Dorazio, Giorgio Griffa, Max Bill, insieme a sculture, arte africana, design storico e arredi d’autore.
Attorno al tavolo basso di Carlo Scarpa, modello "Florian del 1973 (stima 1.000/1.500 euro) e ai piccoli troni lignei Ashanti, Crivellaro intratteneva gli ospiti con battute e invenzioni teatrali, ricordando che la bellezza, per lui, non era mai separata dall’ironia. Viaggiatore instancabile e docente capace di formare generazioni, visse l’arte come una presenza necessaria. Più volte pensò di separarsi dalle sue opere, senza mai riuscirci davvero: non riusciva a immaginarle lontane dalle stanze che le avevano accolte. La decisione finale è maturata solo nel suo testamento, affidata ai nipoti, come gesto di apertura e continuità.
Questa house sale nasce così non come dispersione, ma come apertura: le opere lasciano le stanze che le hanno custodite per incontrare nuovi sguardi. Non soltanto una collezione, ma il racconto di un modo di stare al mondo – colto, rigoroso, affettuoso. Profondamente poetico.
L'asta sarà suddivisa in due tornate: i primi 194 lotti saranno messi all'incanto giovedì 5 marzo, alle ore 15:00, mentre i lotti dal 195 al 319 saranno messi all'incanto venerdì 6 marzo, sempre alle ore 15:00.
Abitare la bellezza. Le case di Antonio Crivellaro 5-6 marzo 2026