L’asta “Dipinti antichi dal XIV al XIX secolo” di Bertolami Fine Art, in programma a Roma il 5 marzo 2026, presenta 183 lotti che ripercorrono oltre cinquecento anni di pittura europea, dalle tavole rinascimentali alle scene barocche e settecentesche.
Il nucleo di punta dell’asta è costituito da una straordinaria selezione di dipinti di ambito rinascimentale e barocco, con stime che raggiungono le sei cifre. Spicca l’opera attribuita a Francesco di Antonio da Ancona, “Imago Pietatis tra San Pietro, San Domenico, la Vergine dolente, San Giovanni evangelista, San Francesco e San Paolo. Predella d’altare” (stima 90.000/130.000 euro), complessa e raffinata macchina devozionale di pieno Quattrocento. A questa si affianca la tavola di Tommaso di Credi, “Madonna con il Bambino, San Giovannino e l’arcangelo Gabriele” (stima 100.000/150.000 euro), esempio eccellente della spiritualità dolce e misurata della scuola fiorentina tra XV e XVI secolo.
Di grande richiamo sono anche i lotti legati ai grandi nomi del Rinascimento, proposti come cerchia o seguaci. La “Madonna con il Bambino (Madonna dei Fiori)” della cerchia di Leonardo da Vinci (stima 10.000/20.000 euro) reinterpreta, con eleganza grafica e attenzione ai dettagli naturalistici, modelli iconici del maestro vinciano. Accanto ad essa, il “Giudizio di Paride” del seguace di Raffaello Sanzio (stima 7.000/10.000 euro) offre una versione colta e narrativa del mito classico, filtrata attraverso il linguaggio armonioso della scuola raffaellesca.
Il Seicento è rappresentato da un articolato panorama di scuole, con alcune presenze di altissimo livello. Nel versante caravaggesco spicca il “Suonatore di liuto o Allegoria dell’Udito” attribuito a Jusepe de Ribera (stima 50.000/70.000 euro), intenso studio di figura dominato da forti contrasti luministici. Sempre nella grande stagione barocca si collocano “Il tributo a Cesare” attribuito a Valentin de Boulogne (stima 30.000/50.000 euro) e “Giuseppe e la moglie di Putifarre” di Guido Reni e aiuti (stima 30.000/50.000 euro), che restituiscono, rispettivamente, il naturalismo drammatico dei caravaggeschi francesi e il classicismo devoto della scuola bolognese.
Il catalogo dedica spazio anche alle grandi vedute e ai paesaggi, genere molto amato dal collezionismo internazionale. Di particolare rilievo è la “Veduta di Tivoli con l’Aniene prima della cascata” attribuita a Gaspar van Wittel (stima 45.000/65.000 euro), che documenta con occhio quasi topografico uno dei luoghi simbolo del Grand Tour. Nel Settecento veneziano emergono inoltre le tele della cerchia di Giovanni Antonio Canal detto il Canaletto, come “Ingresso del Canal Grande con Punta della Dogana e Santa Maria della Salute” (stima 12.000/20.000 euro), preziosa sintesi tra precisione prospettica e luminosità atmosferica.
Non mancano infine importanti prove della pittura napoletana e lombarda tra Seicento e Settecento. Tra i lotti di maggior rilievo spiccano il “San Benedetto da Norcia” di Tommaso Bona (stima 25.000/35.000 euro), il “Sacrificio di Isacco” di Francesco Furini (stima 25.000/35.000 euro) e il “San Girolamo penitente” di Luca Giordano (stima 25.000/35.000 euro), che testimoniano la ricchezza e la varietà di quella stagione. Insieme alle grandi nature morte, alle scene di battaglia e ai ritratti aristocratici, questi capolavori delineano un’asta di particolare interesse per collezionisti esigenti e istituzioni museali.
Dipinti antichi dal XIV al XIX secolo 5 marzo 2026 Tornata unica, ore 15:00