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Arte moderna e contemporanea

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Grosz George

GEORGE GROSZ

 GEORGE GROSZ
(Berlino 1893 - 1959)
Nudo femminile
1939/40
acquarello e gessetto nero su carta
cm 53,8x35,8
firma stampigliata in basso a destra

Opera riferibile ai primi anni Quaranta durante il soggiorno americano dell'artista che visse a New York fra il 1933 ed il 1958. La donna ritratta è la seconda moglie, Eva.

L'opera è registrata presso il George Grosz Estate, Nachlass col n. 1-64-6.
L'opera è accompagnata da certificato di autenticità su fotografia firmato da Richard A.Cohn.

Provenienza
Prandi, Reggio Emilia
Collezione privata, Pisa
Pandolfini, 2016
Collezione privata




George Grosz, artista berlinese tra i più rinomati del XX secolo, trascorse i primi anni artistici tra Berlino e Parigi, allo scoppio prima guerra mondiale venne arruolato, rimase ferito al fronte e fu ricoverato in ospedale dove fu dimesso nel 1915, per poi essere richiamato al fronte. Nel 1917 fu condannato per tentato suicidio, solo l’intervento del conte Kessler, suo mecenate, lo salvò dalla tragica sentenza.
L’esperienza della guerra, l’odio per il militarismo, la corruzione politica e sociale, la povertà dilaniante, le mutilazioni fisiche e psicologiche diventano il tema portante delle sue opere. Molti i disegni pubblicati sulle riviste satiriche che furono ritenuti osceni, offensivi e indecenti e divennero causa di processi e di continue persecuzioni da parte delle autorità.
Dichiarato artista degenerato, con l’avvento del nazionalsocialismo nel 1933, Grosz decide di lasciare Berlino e di trasferirsi negli Stati Uniti. A New York aprì una scuola di pitture in società con Maurice Sterne e insegnò alla Art Students’ League. L’atmosfera di New York l’aiuta in qual modo a liberarsi del pesante bagaglio tedesco e come lui stesso ebbe a dichiarare: L'aria di Manhattan aveva qualcosa di inspiegabilmente eccitante, qualcosa che ha spronato il mio lavoro... ero pieno di luce, colori e gioia.
Realizzò numerosi acquerelli di grande formato con temi urbani, ma anche scene apocalittiche che alludevano alla situazione tedesca. Lavorava come illustratore per Esquire e Vanity Fair e contribuì con i suoi disegni ai racconti di Ben Hecht e O. Henry. Nel suo lungo soggiorno americano George Grosz, con la moglie Eva e i figli Martin e Peter, frequentò le spiagge di Cape Cod affascinato dal paesaggio e dalle bianche dune. Il disegno proposto ci rimanda alle dune di Wellfleet. La sinuosità del corpo e la tonalità della carne, con le sue sfumature ad acquarello, ci ricordano alle dune silenziose e selvagge tanto care all’artista. La figura femminile senza veli, la grande Eva sensuale e naturale, rimane sempre presente nell’opera di Grosz sia che venga rappresentata in intime azioni quotidiane, sia che sia raffigurata in pose scabrose. L’artista fa suo il pensiero di William Hogarth (L’analisi della bellezza 1753) che nella linea a S aveva trovato il segreto della bellezza universale.




© GEORGE GROSZ, by SIAE 2023



Arte moderna e contemporanea
mer 21 GIUGNO 2023
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